Monte Morello
Sesto Fiorentino
Monte Morello è una immagine familiare a chiunque abbia vissuto a Sesto Fiorentino, anzi, i più vecchi lo utilizzavano anche per le previsioni del tempo:
"Se Monte Morello ha il cappello, sestesi prendete l'ombrello...".
E’ sorprendente come bastino pochi minuti, partendo dal centro di Sesto, per ritrovarsi in un paesaggio montano, con pascoli, querce e pini, cipressi e abeti bianchi.
Non è stato sempre così, la montagna fu oggetto di un intenso disboscamento, ed è solo con i Lorena che c’è l’inversione di tendenza, e si comincia a preoccuparsi per lo stato della montagna.
Con un editto del 1784 i monaci delle abbazie di Vallombrosa, Montesenario e Camaldoli furono concesse terre a condizione che procedessero a lavori di rimboschimento, e nel diciannovesimo secolo vaste zone dell’area furono inserite dal granduca in una grandissima bandita di caccia.
Come felice risultato di questo lavoro di rimboschimento e di tutela ambientale, oggi la montagna si presenta come un ambiente perfetto per escursioni, con numerosi sentieri ben segnalati.
Dal monte si gode una bellissima vista della Piana di Sesto e di Firenze, e vi si arriva comodamente in auto: da Sesto passando per la strada dei “Tre Ponti” oppure dal borgo di Colonnata – le strade poi si ricongiungono alla Bottega di Morello, e superata la salita del Castellare ed il rifugio di Gualdo si arriva al Piazzale Leonardo; mentre da Firenze si sale per la via Bolognese, deviando poi per Morello: la strada passa davanti al ex ospedale “Banti” diventa più stretta e finalmente arriva anch’essa al Piazzale Leonardo.
“Monte Morello” è ripartito fra i comuni di Calenzano, Firenze, Sesto Fiorentino e Vaglia, e per il valore paesaggistico ed ambientale e le testimonianze storiche ed artistiche l’area è stata inserita fra le aree protette (normativa Regione Toscana).
Le cime più importanti sono Poggio Trini (763m), Poggio Casaccia (921m), Poggio dell'Aia (934m), Poggio Cornacchiaccia (892m), Poggio al Giro (737m) ed Monte Rotondo (708m).
Personalmente trovo che il punto più panoramico sia comunque in Terza Punta: dove bisogna arrivare rigorosamente a piedi, con una escursione che richiede un piccolo impegno, peraltro abbondantemente ripagato dalla soddisfazione e dallo splendido panorama.
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