Monte Morello

Dal Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana di Emanuele Repetti


MONTE MORELLO, o MONTE MURELLO (Mons Maurillus) nel Val d'Arno fiorentino. È la montuosità più prominente del Val d'Arno fiorentino e dei contorni di Firenze, poichè la sua cima si alza braccia 1564,8 sopra il livello del mare Mediterraneo, vale a dire tre braccia e mezzo più alta del giogo della Futa, e nove braccia superiore alla Colla di Casaglia che sono due de'più frequentati gioghi dell'Appennino toscano.

La cima di Monte Morello è compresa nella Comunità di Sesto, fra il grado 28° 56' di longitudine e il grado 43° 52' 84' (ERRATA: di longitudine) di latitudine, circa 8 miglia a settentrione-maestro di Firenze, e altrettante a levante di Prato, 12 miglia a libeccio di S. Piero a Sieve, e 12 miglia a ostro di Barberino di Mugello.
Monte Morello costituisce uno dei principali contrafforti che scendono dall'Appennino di Monte Piano, il quale dal monte della Calvana piegando da ostro a levante si deprime nel poggio alle Croci per rialzarsi fra le sorgenti di due opposte fiumane, la Marina tributaria del Bisenzio e la Carza influente nella Sieve; donde prosegue verso il giogo dell'Uccellatojo di Pratolino, e di là per Monte Senario, Monte Rotondo e Monte Giovi si distende sino alla ripa destra del fiume Sieve dirimpetto alla Rufina.
Infatti Monte Morello ha sulle spalle porzione dei territori comunitativi di Vaglia e di Barberino di Mugello, mentre la sua fronte volta verso l'Arno spetta alle comunità di Calenzano e di Sesto.

La sommità del Monte Morello, che fu già da gran tempo spogliata di alberi, era vestita ai tempi della Repubblica Fiorentina di annosi abeti, i quali furono in gran parte atterrati sotto il governo di Cosimo I per fare la travatura alle tettoje della grandiosa fabbrica Regia degli Uffizi di Firenze.
Rapporto alla parte storica di questo monte non s'incontrano notizie prima del secolo VIII. Esso ha dato il titolo a una chiesa parrocchiale denominata attualmente S. Maria a Morello. - Vedere MORELLO (S. MARIA A).

MORELLO (MONTE) o MURELLO (Mons Maurillus, o Murellus) nel Val d'Arno Fiorentino. - Vedere MONTE MORELLO, cui gioverà aggiungere alcunché relativo specialmente alle vicende sofferte da un monastero di cui restano alcune vestigia sulla più alta cima di questo monte.
È inutile sapere se il nome derivato da qualche antico possessore appellato Morello, o Maurillo, comecché di simili casi si conti più d'un esempio nella storia innanzi al mille. Dirò piuttosto che cotesto monte si chiamava Morello fino dai tempi longobardi, siccome me lo assicura una carta scritta in Firenze li 14 luglio del 790, quando i nipoti ed i pronipoti dei fondatori del monastero di S. Bartolommeo a Ripoli, detto già in Recavata, confermarono a quel luogo pio quattro poderi posti in Monte Morello (Maurillo).
Altri tre poderi situati nello stesso monte in luogo appellato Lonciano furono assegnati dal conte Lottario de'Cadolingi in dote alla badia di Settimo sino dal principio del mille; alla qual donazione ci richiama un diploma dell'Imperatore Arrigo, dato in Papajano nel 1015, mercé cui confermò al detto monastero anche tre case masserizie, ossiano poderi, situati in Monte Morello ubi dicitur Lontiano.

Finalmente la matrona fiorentina Gisla figlia di Ridolfo, essendo restata vedova di Azzo di Pagano, con atto pubblico del 27 novembre 1073, fra le molte possessioni donate al monastero di S. Pier Maggiore da esso lei fondato presso le mura del secondo cerchio di Firenze, vi comprese alcune sue case poste sul Monte Morello; donazione che fu poi confermata da tutto il clero maggiore di Firenze preseduto dal vescovo Ranieri mediante un decreto de'22 maggio 1074 - (ARCH. DIPL. FIOR. Carte di S. Pier Maggiore).

Resta a dire qualche parola di un quarto monastero che non solo aveva beni costà, ma che fu edificato sulla sommità del Monte Morello in mezzo a un deserto.
È quel monastero di S. Maria di Gualdo che fu esentato, forse per la sua povertà, dalla colletta ecclesiastica imposta nel giugno del'anno 1299 alle chiese della diocesi fiorentina per ordine di Tommaso vescovo di Pistoja, stato a ciò delegato dal Pontefice. Agli Articoli GUALDO nel Val d'Arno fiorentino e MONTE MORELLO, dopo aver avvisato che il nome tedesco di Gualdo (Waldum) equivale a un bosco speciale e quasi bandita del padrone, dissi, che questo monte sino alla metà del secolo XVI era vestito intorno alla sommità di abeti e di altre piante silvestri. -

Sotto qual regola o ordine monastico militassero i romiti di S. Maria di Gualdo, non m'è stato possibile rintracciare. Solamente dai libri della chiesa parrocchiale di S. Giusto a Gualdo si riscontra, che sulla sommità del monte in antico esisteva un convento o romitorio dedicato a S. Maria ed a S. Caterina in Monte Morello (già di Gualdo); e che col progredire degli anni essendo stato abbandonato dagli eremiti che conventualmente vi abitarono, andò in rovina il suo fabbricato. Era in tale stato quando il pievano di S. Andrea in Cercina, Antonio Pichini, ed il pievano di S. Martino a Sesto, Michele di Giovanni, supplicarono il Pontefice Niccolò V affinchè volesse accordare ai due pievani limitrofi i beni superstiti dell'abbandonato romitorio di Gualdo; lo che fù concesso dal Pontefice con suo breve, tra il 1450 e il 1455. Dopo di ciò la cappella di S. Maria e S. Caterina di Monte Morello divenne giuspadronato dei pievani delle chiese battesimali testè nominate, siccome apparisce dal Campione vecchio di campagna dell'Arch. Arciv. di Firenze, il quale pone sotto il piviere di Sesto l'oratorio di S. Caterina di Monte Morello, di cui l'arcivescovo fiorentino nel dì I luglio 1539 diede l'investitura al prete Bartolommeo di Clemente de'Marigli per mancanza di presentazione, la quale spettava ai due pievani delle chiese sopra nominate. Finalmente nel 1618 essendo in visita sul Monte Morello l'Arcivescovo Alessandro MarziMedici, e avendo trovato in stato indecente quell'oratorio di S. Caterina, fu da esso interdetto. - Esistono tuttora nella chiesa di S. Giusto a Gualdo tre libri di canto gregoriano appartenuti a quell'eremo; ed è tradizione che provenisse di là anche la campana più piccola della chiesa di S. Giusto a Gualdo.

MORELLO (S. MARIA A) nel Val d'Arno fiorentino. - Chiesa parrocchiale che prende il vocabolo da un estremo fianco meridionale del Monte Morello, nel pievanato, Comunità Giurisdizione e circa 4 miglia toscana a settentrione di Sesto, Diocesi e Compartimento di Firenze.
Risiede a mezza costa di un insenatura del Monte Morello dalla parte che acquapende nella fiumana Marina.
La chiesa di S. Maria a Morello fu ingrandita e restaurata con la facciata di pietra albarese scavata nel luogo sul principio del secolo XVI a spese di Borghino di Niccolò Cocchi spedalingo dell'arcispedale di S. Maria Nuova, a cui egli lasciò il giuspadronato della chiesa medesima con la fattoria di Morello, a tenore del suo testamento fatto lì 14 aprile 1522.

Tutte le scritture relative a cotesta chiesa anteriori al 1530 furono disperse con molte masserizie dai soldati che stavano accampati intorno a Firenze durante l'ultimo assedio. Ciò è asserito dal prete Bartolommeo Latini da Sommaja stato rettore della chiesa medesima, e autore di un libro MS. incominciato nel 1531, ora nell'archivio di detta chiesa, partecipatomi dalla cortesia del parroco attuale di S. Maria a Morello.
Fra le carte dell'Arch. Dipl. Flor. appartenute all'uffizio del Bigallo avvenne una del 13 ottobre 1503, che tratta della procura fatta in Roma da Marco di Simone Veccia rettore della chiesa parrocchiale di S. Maria a Morello in testa di Giovanni dell'Antella mercante fiorentino per prendere possesso in di lui nome della chiesa prenominata.
Dell'anno 1335 è un'altra pergamena venuta nello stesso Arch. Dipl. dagli acquisti della estinta famiglia da Sommaja, relativa all'alienazione di un pezzo di terra posto nel distretto di S. Maria a Morello, in luogo appellato Boscatello, che un abitante di quel popolo per il prezzo di lire 50 fiorentine vendé a Bartolo del fu Dolce da Sommaja abitante in Firenze.

La chiesa di S. Maria a Morello per le ragioni che vi aveva l l'arcispedale di S. Maria Nuova era di suo padronato; attualmente del Principe.
S. Maria a Morello era parrocchiale sino dalla fine del secolo XIII, trovandosi registrata nel catalogo della diocesi fiorentina compilato nel 1299. - Essa nel 1531 contava 130 individui; nel 1745 ne aveva 157, e nel 1833 noverava 181 abitanti.

MORELLO (S. MARIA A) nel Val d'Arno fiorentino. - Vedere MONTE MORELLO, cui resterebbe da aggiungere la popolazione della parrocchia di S. Maria a Morello nel 1833, la quale contava 181 Abitanti.